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Il miele e le api nella storia

Il miele viene dall’aria….Alla mattina presto le foglie degli alberi si trovano coperte di gocce di miele… Sia che si tratti del sudore del cielo, o di una specie di saliva delle stelle, o dell’umidità prodotta dall’aria che purga se stessa, cionondimeno porta con sé il grande piacere della sua natura celeste.
                                                                                                                                                                                                                               Plinio Il Vecchio

Gli antichi erano convinti che il miele venisse giù dal cielo come la rugiada e si posasse sulle foglie e sui fiori, da dove le api lo raccoglievano, mentre si pensava che la cera stilasse direttamente dalle piante.

Gli egizi usavano il miele  a scopo terapeutico, come componente di diversi unguenti per piaghe e ferite, nonché rituale: veniva depositato nelle tombe dei faraoni come cibo indispensabile per il viaggio nell’oltretomba.


Sin dal tempo degli antichi romani poi, si faceva grande uso di tutti i prodotti dell’alveare: la cera era adoperata sia per l’illuminazione che per realizzare tavolette da scrivere e la propoli, ancora più preziosa, adoperata in medicina come disinfettante e cicatrizzante. Il miele era insostituibile, essendo l’unica sostanza dolcificante usata nell’alimentazione, nonché la base per produrre bevande fermentate, quale l’idromele.


Alimento puro e genuino, il miele è citato in tutte le più antiche civiltà e letterature quale simbolo di ciò che di più desiderabile si potesse avere.
Nell’Antico Testamento la Terra Promessa è definita come “la terra che stilla latte e miele”.
Nella dimensione, tanto mistica quanto realistica, del Cantico dei Cantici, le labbra della Sposa stillano miele vergine. C’è miele e latte sotto la tua lingua, dice lo Sposo, che prosegue: sono venuto nel mio giardino, sorella mia, sposa, e raccolgo la mia mirra e il mio balsamo; mangio il mio favo e il mio miele, bevo il mio vino e il mio latte. I due amanti si aggirano abbracciati, desiderosi e introvabili, simbolo della continua tensione dell’anima verso Dio
 

In un dipinto di Piero di Cosimo, dedicato alla storia della scoperta del miele, sono raffigurati Bacco e la sua corte intenti a generare il rumore utile a far sciamare le api, per poter raccogliere il miele. Tale quadro riporta ad un graffito rinvenuto in Rhodesia in cui una figura scaccia le api per poter sottrarre dei favi colmi di miele. A testimonianza di quanto la raccolta e l’uso del miele – risalenti a molto prima della nascita dell’apicoltura, quando l’uomo dava la caccia alle api selvatiche – fossero praticati ovunque per arricchire l’alimentazione umana.




Il trionfo del miele, tuttavia, si registra nella cucina rinascimentale. Era utilizzato nei sontuosi banchetti dei ceti aristocratici per farcire ogni pietanza: carne arrosto o bollita oppure pesce, zuppe, minestre e sformati. Il miele ebbe una larga diffusione fino a quando nel XVI secolo non venne soppiantato dallo zucchero di canna, di più facile conservazione e dal sapore “esotico”.





 
Il miele è considerato da sempre, perciò, alimento prezioso e speciale nato da un rapporto particolare dell’uomo con la natura: l’uomo per ottenerlo deve interagire con le api, ed esse con i fiori.


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Titolo - Le Api
 


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